Aloe Barbadensis Miller o Aloe Arborescens?

Che differenza c’è tra l’Aloe Barbadensis Miller e l’Aloe Arborescens? Così simili ma allo stesso così diverse.

Dal mio ultimo viaggio in Venezuela (che risale, ahimè, al 2012) mi sono informata molto sulla pianta di Aloe. Prima di conoscere i benefici legati all’utilizzo dell’aloe vera, parliamo delle caratteristiche organiche e botaniche di questa “pianta miracolosa“.

Innanzitutto so che esistono più di 250 varietà diverse di Aloe, ma solamente tre o quattro possiedono significative proprietà terapeutiche.

Le più note sono sicuramente Aloe Barbadensis Miller e Aloe Arborescens. Esse sono molto simili tra loro, in quanto entrambe svolgono un’azione benefica sul nostro organismo e migliorano il nostro stato di salute.

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Aloe Barbadensis
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Aloe Arborescens

Aloe Barbadensis o Aloe Arborescens? Differenze

Da entrambe le foglie di queste due varietà di Aloe si può ricavare un gel la cui composizione è simile, ciò che può cambiare però è la qualità del prodotto finale.

Per estrarre il gel dalla foglia di Aloe, bisogna tagliarne la scorza e la parte immediatamente sottostante. Quest’ultima contiene un liquido giallastro chiamato aloina.

Cos’è l’aloina?

L’aloina è una sostanza dalle proprietà lassative, piuttosto irritante per la mucosa gastro-intestinale.

aloina

Essa si colloca tra la foglia esterna e il gel interno ed è uno strumento molto importante di difesa della pianta. Oltre alle spine sui lati delle foglie che impediscono agli animali di morderle, la pianta di aloe di avvale anche dell’aloina come ulteriore elemento di difesa.

L’aloina fa parte del gruppo degli antrachinoni, sostanze che godono di proprietà antimicrobiche, utili alla pianta per difendersi da insetti e parassiti.

Riflettendo dunque su questo punto, mi viene da pensare che, nel momento in cui si taglia la scorza della pianta di aloe, l’aloina contenuta in essa può trasferirsi, anche in minima parte, nel gel.

Dunque, se è irritante per gli animali, alla lunga risulta essere tossica anche per il nostro organismo e proprio per questo motivo è bene evitarla.

Come distinguere le due Aloe

differenze estetiche aloe barbadensis e arborescens

Ecco dunque come distinguere le due varietà di aloe dal punto di vista botanico: Aloe Barbadensis Miller (Aloe Vera) ha la corteccia più sottile e le foglie più grandi rispetto all’Aloe Arborescens, la quale invece presenta una corteccia più spessa e foglie decisamente più piccole.

Se c’è una maggior concentrazione di polpa nell’Aloe Barbadensis Miller, c’è dunque la possibilità, al momento del taglio della foglia, di eliminare facilmente e completamente l’aloina presente tra la scorza e il gel.

Le aziende più certificate al mondo prediligono la coltivazione dell’Aloe Barbadensis Miller (Aloe Vera), in quanto la lavorazione delle sue foglie è più veloce, più sicura e conservativa. Inoltre ha una resa migliore di prodotto per quantità, qualità e assenza di antrachinoni.

Tra le aziende con più controlli al mondo e che lavora nel rispetto di tutti gli standard di qualità, non si può non citare la Forever Living, che da quasi 40 anni si distingue sul mercato con i prodotti migliori a base di Aloe Vera.

Aloe Barbadensis Miller o Aloe Arborescens? Come coltivarle

La pianta di aloe è originaria di zone dell’Africa e del Sudamerica dal clima secco e caldo, ama la luce diretta del sole e darà il meglio di sé in ambienti non umidi.

Coltivazione in campo aperto

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Campo coltivato di Aloe Vera

I campi di aloe tollerano bene la siccità e crescono in modo ottimale ad una temperatura di 20/24°. Difficilmente resiste ad una temperatura inferiore agli 0°.

L’aloe cresce spontaneamente su terreni abbastanza secchi e ricchi di calcare, come ad esempio le scarpate esposte a sud ma, poiché non sopporta i ristagni d’acqua, devono essere terreni permeabili.

Se decidete di piantare aloe vera in un campo o nel vostro giardino, non dimenticate dunque che potrebbe risentirne nei mesi invernali, quando è più esposta alle basse temperature.

Un accorgimento per difendere la pianta dal freddo e dalle correnti è quello di incorporare nel terreno della sabbia per renderlo più drenante, oltre a somministrare in autunno (ottobre) del solfato di potassio.

Se per caso vi fosse balenata l’idea di iniziare a creare una coltivazione di aloe, ecco il libro giusto che fa per voi:

Coltivazione in vaso

Mentre per l’Aloe Arborescens la coltivazione in vaso diventa complicata (come potete notare dalla foto qui sotto) in quanto può raggiungere grandezze eccessive,

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Aloe Arborescens in vaso,
può assumere notevoli
dimensioni


per quanto riguarda l’Aloe Barbadensis Miller, è più semplice la coltivazione in vaso ed è soprattutto preferibile, poiché nei mesi freddi deve essere collocata in un luogo riparato.

Se esposte a temperature troppo basse, le foglie cominciano a subire una colorazione marrone. E’ quello che è successo alla mia pianta di aloe vera quest’inverno.

Ho deciso di lasciare il vaso fuori casa, anche se in luogo riparato dalle intemperie. Nonostante nei mesi invernali io l’abbia irrigata raramente, ha resistito al clima ostico. Le estremità delle sue foglie sono diventate marroni, ma con la primavera, il clima più mite, tanto sole e una regolare innaffiatura, si è ripresa alla grande.

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La mia pianta di Aloe Vera

Ecco la foto della mia pianta di aloe vera… (aggiornata a maggio 2020)

Ha subito una trasformazione straordinaria: le foglie sono diventate sempre più corpose e di un verde intenso.

L’Aloe Vera non ha bisogno di potatura, al massimo potete togliere le foglie quando diventano particolarmente secche.

Per chi non ha il “pollice verde” è la pianta ideale!

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